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BURKART
Il tempo delle foreste blu
La poesia di Erika Burkart non è soltanto una “lirica della natura”, nella tradizione di Annette von Droste-Hülshoff, come è stata spesso definita. La natura in cui Erika è immersa, infatti, non è statica, si anima nei suoi versi perché il suo “io” lì si mescola e convive con gli spiriti elementari o le «energie dell’anima», come lei stessa li ha definiti. Lo scrittore svizzero Hermann Burger, l’amico a cui Erika dedica una poesia che compare in questa raccolta, la colloca tra due grandi poeti di lingua tedesca del Novecento: Günter Eich e Paul Celan. L’osservazione della natura in Burkart, scrive Burger, si trasforma in riflessione sulla parola, sulla scrittura: «Burkart è in grado di leggere i disegni della nebbia e le decorazioni della brina», perché in ogni istante è in ascolto del canto del mondo. «L’ascolto è un dialogo con il silenzio», scrive Erika nella poesia Nel mezzo. «Le poesie sono gradi del silenzio».
Il tempo delle foreste blu
Vorrei percorrere il cammino da me a te, ma di continuo mi perdo davanti alla mia stessa porta. Eppure, eppure descrive la mia speranza errante il cielo vuoto sopra l’erba con segni che mai si cancellano.
Erika Burkart
Erika Burkart (Aarau 1922 – Muri 2010) è una poetessa svizzera di lingua tedesca. Ha trascorso tutta la vita con il marito, il poeta Ernst Halter, nella casa di famiglia, una antica abbazia. Oltre a una ventina di raccolte di poesie, ha scritto romanzi e poemi epici ed è unanimemente considerata una delle voci più significative della poesia tedesca contemporanea. È stata la prima donna a ottenere il prestigioso premio Großer Schillerpreis (2005).