Seamus Heaney (Castledawson 1939 – Dublino 2013) è uno degli autori di lingua inglese più importanti del nostro tempo, letti e studiati in originale e in traduzione in ogni angolo del pianeta. Dai banchi di scuola di Anahorish e Derry, in Irlanda del Nord, al podio Nobel dell’Accademia di Svezia passando attraverso prestigiose cattedre universitarie – tra cui quella di retorica e oratoria ad Harvard e quella di poesia ad Oxford – la vita e la scrittura di Heaney sono state esempio di claritas, integritas e consonantia. Questi valori – è Heaney stesso a indicarlo – contraddistinguono la sua condotta civica e il suo contributo artistico. The Translations of Seamus Heaney (2022), The Letters of Seamus Heaney (2023) e The Poems of Seamus Heaney (2025) – che a distanza di cinquant’anni dalla prima pubblicazione include le prose poetiche di Stations accanto ai dodici libri di versi – attestano l’eredità umana e letteraria di una figura tanto umile e riservata quanto influente e universale. Stazioni presenta per la prima volta in traduzione italiana integrale, con testo inglese a fronte, un’opera di Heaney poco conosciuta: l’unico tassello mancante alla ricezione completa di questo autore nella nostra lingua.