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Friedrich Hölderlin

Friedrich Hölderlin (Lauffen am Neckar 1770 – Tubinga 1843) entra nello Stift di Tubinga, il collegio universitario riservato agli studenti protestanti di teologia, nel 1788. Termina gli studi e diventa precettore presso diverse famiglie facoltose. A Francoforte ha come allievo Henry Gontard, ma tra la madre Susette, molto ammirata per la sua bellezza, e Hölderlin sorge un’attrazione fatale. Susette diventa l’incarnazione di Diotima, la compagna di Iperione, il protagonista del romanzo che sta scrivendo. Compone odi, elegie, inni. La sua mente si muove da occidente a oriente, passa con repentini sbalzi dal presente ai tempi più remoti, fonde antichità e visioni future. Dopo essere stato internato nell’ospedale psichiatrico di Tubinga, vive il resto della sua vita nella torre sul Neckar, scrivendo brevi, rapide strofe. Si firma spesso con lo pseudonimo “Scardanelli” che, secondo un’interpretazione suggestiva, deriverebbe da “scartare”. Infatti si sentiva rifiutato, scartato perfino dalla sua famiglia. La morte arriva il 7 giugno 1843.