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GALLIENNE

Alicia Gallienne

L’altra metà del sogno mi appartiene. L’infinito meno uno

Traduzione di Francesco Zambon

2026
Il cerchio di Itten
Pagine 112
(Terzo volume)
ISBN 9791281270312

Opera in tre volumi
I. Le Dominanti. I Notturni
II. Il libro nero
III. L’infinito meno uno

15,00 

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GALLIENNE

L’altra metà del sogno mi appartiene. L’infinito meno uno

Con questo terzo volume, L’infinito meno uno, giunge a compimento la traduzione italiana dell’opera poetica di Alicia Gallienne, L’altra metà del sogno mi appartiene, iniziata con la pubblicazione di Le dominanti. I notturni nel 2023 e proseguita con Il libro nero nel 2024. Sono qui raccolte le ultime poesie da lei lasciate a pochi mesi dalla morte. Il titolo è tratto dall’ultima lirica del libro, L’addio perduto, dedicata al fratello maggiore Éric, scomparso come lei all’età di vent’anni: “Non toccate l’infinito meno uno che amo”. Questo “infinito meno uno” è al tempo stesso la totalità dell’amore disperato per degli assenti con i quali non ci si potrà più riunire e lo sforzo inesauribile di una scrittura che tenta di esprimere l’inesprimibile. È quel silenzio che “abbevera” costantemente la sua scrittura e ne costituisce il segreto più prezioso.
I temi di questa raccolta incompiuta sono simili a quelli delle precedenti: dominano le riflessioni sulla vita, sulla morte, sull’amore e i dialoghi talora sognanti talora disperati con le persone amate. Ma questi temi tornano qui in una forma più allusiva, visionaria, allucinata: in una sorta di vertiginoso caleidoscopio di immagini. La condizione fisica e psicologica di Alicia, la sua consapevolezza dello scorrere implacabile di un tempo che la avvicina alla fine generano uno stato di angoscia sempre più profonda. Ma in questa vita pur così effimera, pur vissuta sul filo del rasoio, la cosa più importante, “questa parola di tutte le parole”, è l’amore: un amore, nell’esperienza di Alicia, che porta a una sorta di annullamento di sé, fra estasi e disperazione, in una mistica preparazione alla morte.

Opera in tre volumi
I. Le Dominanti. I Notturni
II. Il libro nero
III. L’infinito meno uno

Cammino a vuoto
Nella mia testa
Come lancetta di un orologio
Cosciente della propria rotazione
Del proprio giro mutilato
Vivo in un inverno
Di migrazioni solari
Cammino a vuoto
Passando sotto i ponti
Della mia limpida memoria
Non voglio più vedere
La luce del giorno
Le sbarre della mia cella inedita
Hanno disperso il mio nido d’amore
Più che mai
[…]
 
Cammino a vuoto
Come l’annegamento di un respiro
Quel respiro che non hai conosciuto
Se ti dico chi sono
Promettimi di non dirlo a nessuno
L’uomo ha sempre soltanto un segreto
Quello della solitudine
Che viene con la vita

Alicia Gallienne

Alicia Gallienne L'altra metà del sogno mi appartiene Molesini Editore Venezia

Alice Gallienne, ottobre 1990, foto di Alvaro Canovas

Alicia Gallienne (Parigi 1970 – ivi 1990) muore, ventenne, per una malattia incurabile. Tra il 1986 e il 1990, gli ultimi quattro anni della sua coraggiosa, straziante e appassionata esistenza, ha scritto centinaia di poesie. Grazie soprattutto a suo cugino, l’attore Guillaume Gallienne, i suoi versi sono stati «ritrovati» nel febbraio 2020, a tre decenni dalla morte, e pubblicati da Gallimard con il titolo L’autre moitié du songe m’appartient. Il libro ha avuto uno straordinario successo di critica e di pubblico. «Non m’importa quello che lascio, mi basta che la materia si ricordi di me, basta che le parole che vivono in me siano scritte da qualche parte e mi sopravvivano».

Francesco Zambon

Francesco Zambon (Venezia 1949) è professore emerito di Filologia romanza presso l’Università di Trento. Studioso di fama internazionale, ha indagato su numerosi aspetti della letteratura allegorica e religiosa del medioevo latino e romanzo (bestiari, mito del Graal, trovatori, eresia catara, letteratura mistica). Ha scritto inoltre su alcuni poeti italiani ed europei contemporanei. Con questa casa editrice ha pubblicato L’iride nel fango. L’anguilla di Eugenio Montale, ha tradotto e curato Messaggio di Fernando Pessoa, I trovatori di Dante e i primi due volumi di Alicia Gallienne. Ha inoltre curato Il fatto che il male esista mi angustia. Carteggio fra Andrea Zanzotto e Attilio Zambon. Ha ricevuto il Premio Nazionale per la Traduzione 2023 del Ministero della Cultura.